LE TERME
 
antprima_ingressoTermeLa comparsa delle “acque minerali telesine”, secondo quanto affermato da molti studiosi che di queste hanno trattato anche sul piano scientifico, risale all’epoca memorabile del 9 settembre 1349 in occasione del violento cataclisma che sconvolse l’intero agro telesino .

Per chi conosce la storia di Telese sa che nessuno ha mai parlato di queste acque prima di tale avvenimento, non fosse altro che, se tali acque fossero state ove sono, al tempo di Telese romana o medioevale certamente non sarebbe sfuggite a uno dei tanti transitanti per la via Latina. Inoltre nessuno cenno della loro presenza è stato rinvenuto nelle epigrafi e negli scritti storici e geografici antichi che si interessarono a Telesia, compreso il geografo greco Stradone, che visitandola dopo la devastazione Sillana, non avrebbe mancato di notarle.

Inoltre non esistono tracce nei resti dell’antica Telesia di manufatti atti all’utilizzo di dette acque. Infatti, se vi fossero state sorgenti idrotermali, i Romani, come era loro costume, le avrebbero debitamente valorizzate.

Neppure in “epoca comunale” esistono documenti che attestino la presenza di tali acque..

Le prime notizie storiche risalgono alla seconda metà del XIV secolo.

Delle acque telesine non tardarono a scoprirne la benefica azione come bibite e come bagnature, infatti la scienza e la fama si impossessarono di esso dopo che ne ebbe parlato “Leonardo da Capua”, medico e letterato eruditissimo, docente dell’Università di Napoli, venuto a Telese più volte, intorno al 1583.

Leonardo da Capua tenne all’Università le sue celebri lezioni sulle “mefite” esordendo col parlare delle acque di Telese, nella loro qualità e composizione.

 La stessa acqua  “...  minerale che have un tanfo di levatura di scoppetta e bensì chiara, e fresca ed have un acre sapore, e pigliata dal fonte con un bicchiere di cristallo, zampilla come suol fare un vino spiritoso e....   tutto viene attaccato da tante bullonette come tanti granelli d’argento vivo, i quali restano per qualche tempo e subito poi svaniscono. L’acqua non fa sedimento alcuno ,quantunque lungo tempo si tenesse, ed altro non fa che perdere quel tanfo che tiene e si riduce ad un’acqua semplice, ma se si tiene ben otturata, non perde le sue vitrù.... alcuni che ne bevono....  evacuano muchi.... esternamente giovano alla rogna ed alle piaghe invecchiate come presentemente si odsserva...” , come ci fa notare nel primo settecento il medico D. Adone, certamente uno dei primi studiosi delle acque minerali solfureo-carboniche di Telese.

Nel 1734 il Thomas scriverà il “ De acidulis telesinis dissertationi” a cui seguiranno studi di Nicola Andria e Giuseppe De Vivo.

Nel 1788 il Magni notò che queste acque erano pregne di acido aereo, e di aria epatica di Bergman, di carbonato di calce e di selenite calcaree contribuendone alla gratificazione scientifica.  Nel 1819 il Perugini vi trovò tre acidi: (carbonico, solforico, muriatico), due sostanze terrose (la magnesiaca e la calcarea); una alcalina (la soda); oltre lo zolfo tenuto in sospensione nel gas idrogeno.   Nel 1818 P.P.Perugini, medico e letterato scrisse una “Memoria sullo uso delle acque minerali di Telese” cui seguiranno analisi del Covelli, del Marone, del Paura e del D’Emilio, fino a giungere nel 1880  a quelle del Prof. Cannizzaro e del dott. Mauro. 

Costoro col rendere popolari le acque e le loro portento se virtù terapeutiche, richiamarono l'attenzione dei medici e dei sofferenti, che cominciarono ad affluire a Telese. Tutto ciò richiamò anche l'attenzione del governo, che si decise a fare qualche cosa per l'agro telesino rimasto in balia delle sue sventure per ben tre secoli. Infatti, nel 1788, il Governo iniziò "un poco di bonifica nel tenimento della città di Telese Nuova e parecchie ricerche nell'ambito interno delle mura di Telese Vetere,

Poi il Governo, più interessato agli avvenimenti scoppiati in Francia, non pensò più a Telese ed alle sue acque e la gente locale, "come suole per tutte le cose che rendono profitto, continuarono a fare da Sé”.

Delle acque si ritornò a parlare nel 1817 in una sempre incompleta e sommaria analisi espletata dopo un sopralluogo dal doti. fisico De Falco, dal farmacista De Vito e dal Chimico Covelli tutti di Caiazzo.

La gente ricominciò copiosa ad affluire e solo ai primi del XIX secolo gli studi compiuti sulle acque sgorganti dalle falde del Monte Pugliano, ricche di sodio e zolfo, giunse alla conclusione che esse non erano dannose, anzi potevano avere proprietà curative, tanto che nacque il progetto di bonificare la valle Telesina e costruire uno stabilimento termale.

 Nel 1876 l'Impresa Minieri avviò la costruzione delle Terme, aperte nel 1883 e seguite dal "Grand Hotel Minieri" sulle pendici del Monte Pugliano. Le Terme di Telese assunsero rilevanza nazionale o addirittura internazionale e avviarono lo sviluppo della zona in senso turistico. Dopo la nascita del comune di Telese, sorsero contese con San Salvatore Telesino concluse con la costituzione di un "Consorzio" nel 1957.

Il primo stabilimento dei "Goccioloni" fu seguito da un complesso più vasto, attrezzato oggi, per aerosolterapie, cure idropiniche e altri tipi di terapie. 

I reparti di cura sono immersi in un parco di alberi secolari tra i più estesi d’Italia ove si trovano i bacini delle sorgenti e comprendono un Centro di Fotobalneoterapia dermatologica per la cura della psoriasi e di altre affezioni dermatologiche, un Centro di ORL per la diagnosi e la cura delle patologie dell’orecchio, un Centro di fisiopatologia, fisiokinesiterapia ed allergologia respiratoria per diagnosi funzionale ed allergologia delle malattie respiratorie, un Centro cardio-angiologico per la diagnosi e la cura delle vasculopatie periferiche e un Centro di diagnosi e cura delle malattie dell’apparato locomotore sia di origine artroreumatica che traumatica.
        Nel cosiddetto “Parco delle Terme” con ingresso da Piazza Minieri ci sono anche due piscine di acqua termale sorgiva, la piscina “Goccioloni e la piscina “Pera”, entrambe indicate in particolare per la prevenzione e la cura delle patologie dermatologiche mentre una terza piscina termale si trova nei reparti termali del Grand Hotel Telese, utilizzata principalmente per attività di riabilitazione neuro-motoria e percorsi vascolari; nell’hotel ospita un attrezzato Centro Benessere.

 La dotazione del Parco delle Terme si completa con alcune strutture ricreative, tra cui un parco giochi per bambini, con uno stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua e con un centro congressi di circa 500 posti.

Le Terme di Telese continuano a essere meta di turisti nella stagione estiva, proprio a partire dal 1991, anno in cui il nome di Telese ha preso la più specifica denominazione di "Telese Terme".