i longobardi

Dopo la caduta dell'Impero romano inizia per la valle telesina la sua storia di soggezioni e sottomissioni: è un continuo succedersi di rovine, saccheggi, distruzioni. Allorché i Barbari invasero l'Italia, Telesia venne conquistata dai Goti e successivamente divenne dominio dei Longobardi i quali vi regnarono per oltre cinque secoli: è nel periodo longobardico che Telesia torna a vivere il terribile destino di città martoriata, ma sempre capace di rinascere dalle ceneri. Gli storici hanno così descritto i Longobardi: impregnati di paganesimo, superstiziosi, feroci più degli altri barbari. Anche nel ducato di Benevento il primo momento della conquista longobarda fu terribile: diverse chiese e conventi furono devastati, città e borghi furono messi a ferro e fuoco. Dopo la conversione operata da S. Barbato, i Longobardi beneventani eressero chiese, specie in onore di S. Michele Arcangelo da essi molto venerato e fecero di Benevento la Ticinum geminum, o seconda Pavia, come la chiamava Erchempert, affidandole il ruolo di capitale di un grande Ducato poi Principato, dominandovi per alcuni secoli e sopravvivendo alla disfatta di Desiderio e al Regno Carolingio. Alcuni storici ritengono che schiere longobarde si trovassero nel Mezzogiorno d'Italia da almeno quindici anni prima che il grosso dell'esercito occupasse il territorio padano e che comunque il Ducato beneventano fosse stato costituito nel 576, a seguito dell'accresciuta minaccia bizantina, non dalla monarchia longobarda, ma come iniziativa autonoma di un gruppo di guerrieri, capitanato, forse, da Zottone. Il Ducato crebbe fino a raggiungere la massima espansione nel 715, risultando diviso in numerosi Gastaldi. Divenne Principato nel 774 con Arechi o Argisio II; nella divisione territoriale fatta dai Longobardi, Telesia divenne sede di Gastaldo. Arrivarono poi i Saraceni e nell'anno 847 Massar, capitano dei Saraceni venuto in aiuto a Radelchi Principe di Benevento, cinse d'assedio Telesia e la fece capitolare dopo aver tagliato la conduttura dell'acquedotto. Subito dopo la città dovette subire i danni di un terremoto, ma nell'anno 860 Seodan, principe dei Saraceni, la distrusse completamente; un altro terremoto seguì subito dopo e gli abitanti superstiti, solo due anni dopo, decisero di edificare una nuova città. Nel XI secolo, con l'avvento dei Normanni, Telesia fu distrutta in conseguenza delle contese tra Re Ruggero di Sicilia ed i Conti Normanni; gli abitanti furono costretti ad edificare altre cittadine nei dintorni: sorsero Cerreto e Massa Superiore, la quale fu costruita in alto, sulla collina di S. Salvatore ora denominata "La Rocca". I Sanframondi costruirono sulla collina un castello che divenne loro feudo e si chiamò "Rocca Nuova". Anche la borgata di Guardia, che si chiamava "Vicus S. Fremundi", venne fortificata dai normanni e per la sua posizione elevata quasi a guardia della valle,fu chiamata Guardia Sanframondi. Telesia risorse di nuovo, ma venne completamente distrutta dal terremoto del 1349: alle falde di Monte Pugliano si squarciò la roccia e in più punti iniziarono a zampillare fiotti di acqua solfurea; tutta la parte del territorio telesino chiamato "acqua fetente" si cosparse di esalazioni di anidride carbonica, le cosiddette "mofete" particolarmente letali alla respirazione. Molti animali morirono e questo fenomeno durò fino alla fine del 1700 ma, ancora agli inizi del 1900 era facile trovare uccelli morti in prossimità delle sorgenti nelle "Terme vecchie" di Telese. Gli abitanti si allontanarono preferendo abitare le zone circostanti: sorsero così nuove città, mentre si ingrandivano quelle esistenti come Cerreto,Massa Superiore, Solopaca, Vicus S. Fremundi. I Sanframondi furono qui presenti fin dall'inizio del secolo XI e dominarono tutte le terre della valle telesina che avevano organizzato in Contea ma più volte furono spodestati dei loro feudi che poi, a più riprese, riconquistarono. Nel 1303 poi Bartolomeo Siginolfo, nominato Conte da Re Carlo II, fu signore di queste terre e venne chiamato "Il Conte di Telese". Il feudo di Telese passò quindi a Pietro Gaetano Della Ratta dei Conti di Caserta e nel 1334 vi troviamo Francesco Monsorio il quale possedeva Telese, nonché il Casale di Pugliano, il Casale di S. Salvatore, il Casal-Venere ed alcuni vassalli in Solopaca. I Monsorio, dopo i Sanframondi, furono l'altra dinastia che dominò nella valle; così vediamo che a Solopaca ai Sanframondi successero i Monsorio, ma subito dopo, ad essi si sostituirono i Geva Grimaldi di Genova. Famosa fu l'Abbazia di S. Salvatore che, a partire dal X secolo e fino a tutto il XV, ebbe grande rinomanza e rappresentò il centro della vita religiosa e politica della valle telesina. Fu ospite dell'abbazia S. Anselmo che era solito soffermarsi a meditare nei pressi di un pozzo, ancora visibile e ben conservato, detto appunto il "Pozzo di S. Anselmo". Anche Telese rammenta la sua Cattedrale che ebbe origine verso la metà del X secolo. La Cattedrale era intitolata alla SS. Croce in un primo momento, ma allorchè venne riedificata fu chiamata S. Maria Della Trinità. Rimane in piedi una torre con base rettangolare da cui si può dedurre l'epoca della costruzione che fu quasi certamente medievale normanna. Per notare un certo risveglio nella valle telesina bisognerà attendere gli anni successivi al 1806 quando, con l'abolizione della feudalità, la vita sembra di nuovo movimentarsi: sorgono nuove attività, si intrecciano nuovi commerci e le relazioni sociali diventano più libere. Si comincia a capire l'importanza e le possibilità curative delle acque solfure di Monte Pugliano anche perhè gli studiosi, dopo accurate analisi, giungono alla conclusione che esse non sono affatto dannose. Nel 1822 nasce l'idea di costruire uno stabilimento termale ed alcune Imprese approntano dei progetti; dalla Francia arriva un ingegnere, studia le acque, prospetta opere di bonifica della valle telesina. Inizia una contesa tra i Comuni di Solopaca, S.Salvatore e Telese e dopo alterne vicende, si giunge nel 1938, periodo fascista, alla stipula di un accordo tra i due comuni interessati, in base al quale il Comune di S. Salvatore cedeva di fatto al Comune di Telese tutti i diritti sulle sorgenti. La lunga vertenza tra i comuni interessati durò fino al 1952 allorchè si giungeva ad un accordo bonario cui seguì, nel 1957, la costituzione di un "Consorzio". Intanto, nelle more del lungo giudizio, l'Impresa Minieri, nel 1876, aveva ottenuto in concessione il suolo e le sorgenti oggetto della contesa, per cui nell'anno 1883 avveniva l'apertura dei nuovi e moderni stabilimenti termali diretti dal Sig. Eduardo Minieri; poco dopo sorgeva, sulle pendici del Monte Pugliano, il "Grand Hotel Minieri"che fu considerato uno dei più prestigiosi d'Italia. Da quel momento la zona assume un aspetto prevalentemente turistico, specie in estate è un accorrere di persone dai vari paesi della Campania e della Puglia: il treno speciale che, d'estate, collegava le terme con Napoli, arrivava colmo di bagnanti. In quegli anni non esisteva ancora Telese, che diventerà Comune a sé soltanto nel 1934.bardi